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Tre donne

Ci sono tre donne che danzano sopra il filo
che disegna la tela fitta dei miei giorni.
Quando si intrecciano i loro occhi con i miei respiri
si intrecciano le loro attese per i miei ritorni.
E quel Dio che guarda noi seduto sulle nuvole
Forse capisce che ho tre amori buttati nello zaino.

E allora tu, tu che sui miei passi arrivi sempre prima,
prima del sole, prima delle stelle, prima della notte,
e adesso scappi e chiudi con le chiavi quelle porte dentro al mio domani,
poi costruisci musiche, e le parole aspettano se guardi altrove.
Io continuerò a scrivere te, strappare infiniti gerundi,
saltare sopra un treno per inseguire le tue mani
e non lasciarti, non lasciarti mai anche se è troppo tardi.

Danza, danza donna mia,
tieni teso quel filo
che sarà gioco per i figli che verranno,
che sarà strada quando poi ci lasceranno,
filo che mi lega ancora solo a te.

Tu non spezzare mai quel filo
per tutti quelli che non hanno mai danzato,
per tutti quelli che non hanno mai capito
come basta un solo istante dei tuoi giorni
Per riempire di infinito
tutto quanto di te e di me.

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