Non sono riuscito a raggiungere la croce, nemmeno a camminare lungo la strada che arriva al sepolcro. Ora che ci potrei arrivare, tutti mi dicono che è vuoto, che non serve, che ormai il vero è altrove. Non mi sono accorto di nulla questa volta, no: non ne avevo nè voglia nè energia. È la bastarda legge della scelta: per stare vicino a chi soffre devi anche dimenticare tutti gli altri che soffrono. Mi sento uno straccio, una merda come qualcuno mi descrive sorridendo, ma il mio limite è l’umano. E così, in questi giorni, quella tomba vuota, quel nuovo vero altrove mi diano la forza di andare avanti, così come l’amore, testardamente, trova sempre il modo.
Oggi compio 57 anni, grazie a Dio, nonostante gli acciacchi, le dita insaccate cercando di giocare a basket e le donne che mi ruotano attorno. Ho perso un po’ di capelli e anche il colore che avevano, ho messo qualche centimetro di circonferenza addominale (ma sono tutti grassi messi lì come riserva per andare in bici e prendere rimbalzi sotto canestro), ogni tanto faccio esami di controllo ma, tutto sommato la vita è sempre interessante. Sto per versarmi del chinotto (Signore, grazie di averlo creato, tu o chi per te), quando mi suona il telefono. E’ una videochiamata whatsapp, da un numero che non conosco. Che faccio? Prendo? Prendo, mica saranno tutti stronzi da farti una truffa online o venderti abbonamenti telefonici. “Pronto…” “Ciao - qualcuno mi sta parlando con una voce simile alla mia - come te la passi?” “Con chi parlo? Chi cerca?” “Sono tuo fratello gemello” e accende la videocamera del telefono. Guardo lo schermo e vedo l’immagine di uno che sarei io qualche anno fa. “Che s...