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Nera è la notte

Quella notte il centrocampista, recuperata una palla dopo un tackle, alzò per un attimo la testa e vide il suo compagno attaccante scattare libero nella fascia centrale.
Tirò allora fuori un lancio di destro come non ne faceva da anni.
La palla disegnò una traiettoria perfetta ed arrivò sui piedi della punta, che la agganciò come avesse del mastice sulle scarpe.
Con un movimento ubriaco l’attaccante saltò l'ultimo terzino che proteggeva la porta.
Il portiere capì che ormai c’era poco da fare e gli corse incontro, cercando di apparire più grosso di quello che fosse, in modo da chiudere l’angolo di tiro.
La punta inventò invece un cucchiaio da manuale del gol: la palla saltò il portiere, andando poi a fermarsi dopo un paio di rimbalzi dopo la linea di porta.
Era una cosa normale in una partita di calcio.
Dopo aver preso il gol, gli ultras della squadra avversaria intonarono un coro che accostava la merda all'aspetto fisico e al colore della pelle dell’attaccante.
Era una cosa ormai normale in una partita di calcio.
Finita la partita, qualcuno degli ultras non tornò subito a casa: passò qualche attimo con una prostituta che aveva lo stesso colore della pelle della punta che aveva segnato il gol.
Per loro era questione di momenti il valore del colore di una pelle.

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