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Stazione 11

Mi per mestee pichi giò ciod,
e in vint'ann so minga quanti ne ho picà,
che el mè martell el s'è anca sc'epaa.
Però i tocch de legn mi i ho semper tacàa.

El me mestee l'è picà giò i ciod,
g'ho una butèga piena de ferr de veend,
ma incoeu m'han ciamà per quajcos diferent.
Adess cui me ciod g'han de taca su geent.

E alura mi spèti chi cunt el me martèll in man,
su stu munt che par un còo, visin a la citàa.
Sunt chi che speti quel che rivaràa,
con tutta la geent che l'è chi a guardàa.

Porten un omm che l'è tucc bèll pestàa,
con la curona fada cuunt i spin.
Ghe cicchen adoss, fan a tocch el vestìi,
ghe dan tri frustaat per menall chi de mi.

E adess pichi i mè ciod deent i soo man,
per tacall su sura a sta cruus.
Tri culp de martèll e i soo òss g'han el bus,
Quaand  ciama el so pàa, ma g'ha minga de vuus.

Hann dì che l'è un re, ma me par minga vera,
che el cunta su i ball, l'ha scrivùu 'na preghiera.
Cinq pan e dù pèss per magnà tucc davera,
el parla cui mort, per i malàa g'ha la cura.

Quel'omm cui me ciod l'è tacàa in su la cruus
el vusa, la tera la bala, se smorza anca el suu.
El ciel el sbarlùscia, el veent bufa su.
Mio Dio, ma chi l'è che ho inciudàa a quela cruus?

Io per lavoro picchio chiodi,
in vent'anni nonso quanti ne ho picchiati,
che il mio martello si è anche rotto.
Però i pezzi di legno li ho sempre attaccati.

Il mio lavoro è picchiare chiodi,

ho un negozio pieno di ferro da vendere,
Ma oggi mi hanno chiamato per qualcosa di diverso.
Adesso coi miei chiodi devono inchiodare qualcuno.

Allora io aspetto con il martello in mano,

su questo monte che sembra una testa, vicino alla città.
Sono qui che aspetto quello che arriverà,
con tutta la gente che è qui a guardare.

Portano un uomo che è stato picchiato,

con la corona fatta di spine.
Gli sputano addosso, fanno a pezzi il vestito,
gli danno tre frustaste per portarlo da me.

E adesso picchio i miei chiodi nelle sue mani,

per attaccarlo a questa croce.
Tre colpi di martello e le sue ossa sono bucate,
Q uando chiama suo padre, ma non ha più la voce.

Hanno detto che è un re, ma non mi sembra vero,

che racconta balle, che ha scritto una preghiera.
Ha fatto mangiare tutti con cinque  pani e due pesci,
Parla coi morti, ha la cura per i malati.

Quell'uomo attaccato alla croce coi miei chiodi

urla, la terra trema, si spegne anche il sole.
Il cielo lampeggia, il vento soffia.
Mio Dio, chi è che ho inchiodato a quella croce?

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