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Canzone delle cose cercate

“Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi.” 
(Ulisse - James Joyce)

Dov'è il mio Ulisse che ha viaggiato nel suo mare,
cercando onde e sirene senza mai naufragare,
dov'è?
Dov'e il Carro, dove Orione, dov’è la stella Polare,
la mia rotta, la sua scia, l'onda eterna da saltare,
Dov'è?
Dov'è l'eclisse oscura che copre di nero il sole,
con la terra che comunque non finisce di girare,
dov'è?
Dov'è quel vento da inseguire e che gonfia le vele
spazza i capelli, suona i cipressi e ci vede soffrire,
Dov'è?
Dov'è la croce, dov’è il legno che ci dovrà legare,
dove l'abbraccio, il cuore, il fiato che ci potrà salvare,
dov'è?
Dov'è una strada, un prato, un posto dove camminare,
dove si incontra il mio silenzio e gli si può parlare,
dov'è?
Dov'è una mano, un volto, un cane per accarezzare,
dov'è il mio Dio, dov’è scappato, dove si può trovare,
dov'è?
Dov'è quel pane, dove l’acqua, dove il vino da bere,
dove un amico per parlare e poi bersi un gran bicchiere,
dov'è?
Dov'è la scolorita lacrima che tu mi hai asciugato,
mentre scorreva sulle rughe del futuro già passato,
dov'è?
Dov'è la fine mai aspettata in questo straccio di canzone,
se qui cerchiamo le risposte, ma non troviamo dove,
dov'è, dov'è, dove...

Dedicata ad una persona particolare in un periodo particolare

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