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E poi arrivi tu (il bibliotecario)

Pensata, di notte, per chi non riesce a dire le cose che vorrebbe a chi vorrebbe...


Troppe pagine piene di storie che io amo
sono chiuse tra queste vecchie stanze
che profumano di stampe su fogli a colori
o di carta ruvida ingiallita dal tempo.

Qui le storie inventate si sfidano a dadi,
qui c'è posto per un altro diverso finale,
mentre il disco che gira ha gli accordi in minore
e però io non lo riesco a sentire.

E poi arrivi tu, fuori da ogni romanzo,
vera come un verbo,
vera come una poesia.
Ho qui aggettivi presi per sbarcare il lunario,
che questa notte in sogno ti faranno mia.

Quante parole scritte per fermare un sorriso,
e quante lacrime hanno bagnato la carta.
Coi congiuntivi non cambierò il mio passato,
E adesso sto pregando il mio futuro anteriore.

E poi arrivi tu, col metro di una poesia,
storia senza un autore,
lirica senza le parole.
Ho letto avverbi scritti per rincorrere il sole,
ma è con la luna che verrei lì a portarti via.

Sulle mie lenti spesse passeranno parole,
facce, richieste e poi ritagli di vita.
Passerai tu, attraversando la porta
non passerà però questa commedia infinita.

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