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Monologo davanti al sepolcro vuoto

 

E’ folle per me arrivare qui, convinto di visitare una tomba, e invece non trovarci nulla.

Niente a cui aggrappare i tuoi ricordi da amico.

Niente da accarezzare, nemmeno la pietra fredda buttata lì, come a dire “qui dentro c’è lui, anche se solo con le sue ossa, con i suoi muscoli ormai induriti, con la sua pelle che piano piano diventerà di cuoio prima di consumarsi”.

E se lui invece fosse tornato in vita?

Voglio crederci, sì, ma non mi basta: anche se fosse, ho bisogno di vederlo ancora, di sfiorarlo.

Già, perchè noi uomini non riusciamo a stare da soli, non ci accontentiamo di vivere con le memorie, con i fantasmi.

Ci serve, alla fine, sempre un gesto, anche piccolo, che ci faccia percepire come due o più esseri che si fondono in uno.

Il nulla, quello sì, che ci angoscia.

Ma forse, questa tomba ora vuota, mi sta dicendo che il nulla, da oggi, non esiste più.


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