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King save God (Il Re salvi Dio)

Hyde Park, Londra: camminando tra sentieri e scoiattoli che ti fanno da apripista arrivi poi allo speakers' corner.

Generazioni di studenti ne hanno sentito parlare, lo hanno dovuto studiare, ci hanno sudato sopra nelle interrogazioni.

E' un luogo quasi magnetico, ti attira, solo perchè lo pensi come un luogo misto tra democrazia e folklore dove chi vuole, chiunque, si mette sopra una scala o una sedia e comincia a parlare alla gente.

Mentre mi avvicino penso a quali diavolo saranno gli argomenti che appassionano i nostri speaker: forse la politica o lo sport o, che diavolo, Harry Kane che molla il Tottenham e va al Bayern Monaco...

No.

Allo speakers' corner ci sono solo predicatori invasati che parlano del loro vero Dio, chi sotto la bandiera di Israele, chi con in mano la Bibbia, chi recitando il Corano e le sue sure.

Non cambia molto rispetto ad un derby allo stadio, è un tripudio di slogan e di discussioni a voce alta, perchè qui l'obiettivo è avere ragione.

Quanto è diverso questo da quello che riconosco come religioso o spirituale, un cammino intimo sussurrato, dove scoprire che esiste un "altro" sopra di te non è certamente il risultato di qualcosa di imposto o gridato.

E, in questa logica ribaltata, che si ribaltino allora le parole dell'inno britannico: non più "God save the King", Dio salvi il Re, ma King save God (il Re salvi Dio) da questa specie di spettacolo trash.

ReCarlo, intercedi per noi.

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