Passa ai contenuti principali

La nostra stanza

Scritta così, in una sera di pioggia, quando tutti in casa ormai dormono...

Ricordi com’era la nostra stanza,
le sue luci, i suoi aromi, i suoi colori,
i nostri respiri che la riempivano,
la attraversavano: ritmati, forzati, ascoltati.

La nostra stanza, dove battevano i nostri cuori
con il ritmo della vita, con i suoni della speranza
di lasciare quelle quattro mura sai,
un po’ rifugio e un po’ prigione, spazio per amare.

E, noi mai troppo vicino, nei nostri letti,
con le mani che non si sfioravano,
con gli occhi che non si cercavano,
con le nuvole che non si vedevano.

Ricordi com’era la nostra stanza,
quando l’abbiamo lasciata ad altri,
uno alla volta, uscendo piano, senza turbare
i gesti mai fatti, le parole non dette, le speranze mai rotte.

Ora ti rivedo, felice
altrove da quella stanza.
E non posso fare altro
che gioire, in silenzio, lontano,
con te.

NB: piccola postilla, scritta dopo alcuni suggerimenti fatti dagli amici. La stanza è quella della terapia intensiva neonatale e il resto è un dialogo (immaginario, ma non troppo) tra due piccole pazienti che si rincontrano, dopo anni, magari in una scuola...

Commenti

Post popolari in questo blog

Racconti paradossali - I due gemelli

Oggi compio 57 anni, grazie a Dio, nonostante gli acciacchi, le dita insaccate cercando di giocare a basket e le donne che mi ruotano attorno. Ho perso un po’ di capelli e anche il colore che avevano, ho messo qualche centimetro di circonferenza addominale (ma sono tutti grassi messi lì come riserva per andare in bici e prendere rimbalzi sotto canestro), ogni tanto faccio esami di controllo ma, tutto sommato la vita è sempre interessante. Sto per versarmi del chinotto (Signore, grazie di averlo creato, tu o chi per te), quando mi suona il telefono. E’ una videochiamata whatsapp, da un numero che non conosco. Che faccio? Prendo? Prendo, mica saranno tutti stronzi da farti una truffa online o venderti abbonamenti telefonici. “Pronto…” “Ciao - qualcuno mi sta parlando con una voce simile alla mia - come te la passi?” “Con chi parlo? Chi cerca?” “Sono tuo fratello gemello” e accende la videocamera del telefono. Guardo lo schermo e vedo l’immagine di uno che sarei io qualche anno fa. “Che s...

Racconto di Natale 2025

“Stazione orbitante, qui base terra, su canale 2, check control stato sensori circuito water recovery system. Mi ricevete?” Ricevere ricevo, ed è anche impossibile resistere a questa voce gracchiante.  Apro la comunicazione per rispondere. “Base terra, qui stazione orbitante. Ricevuto forte e chiaro. Pronto per verifica.” No Signore, penso, questo problema almeno il giorno di Natale no, dai. Rimango in ascolto. “Ricevuto, stazione. Abbiamo notato anomalia su sensore aspirazione Urine Processor Assembly. Chiediamo di verificare connettori sotto il pannello UPA17.” “Copiato, base terra. Mi porto in settore pannello UPA17 e vi aggiorno”. Comunicazioni brevi, chiare e semplici, queste le prime regole che ti insegnano in addestramento, che sono fondamentali anche per evitare di sentire troppo a lungo quella insopportabile voce gracchiante. Già vi vedo, voi di base terra, mentre parlate con me e intanto ascoltate i rumori dei sensori della stazione orbitante, con un occhio anche al grand...

Mio cuggino Donaldo

Mio cuggino Donaldo è un tipo molto pratico e disponibile a darmi una mano. Non che lo faccia perchè è un filantropo o un filosofo o, comunque, una di quelle persone lì; solo che a lui piace molto far vedere che ha i muscoloni, i capelli inguardabilmente tinti e l’aria da eterno bellimbusto. Della filosofia a lui gliene importa poco; per me invece conta solo che con lui risolvo i miei problemi. Qualche volta mio cuggino le spara un po’ grosse, come quella in cui disse che in un giorno avrebbe messo pace tra due vicini incazzati perchè non si trovavano d’accordo su dove confinano i loro orti; sono passati ormai due mesi dopo che Donaldo li ha ripresi con verve teatrale, ma quei due sono ancora lì a tirarsi i pomodori che, nel frattempo, sono anche marciti dentro. sono certo che mio cuggino Donaldo vuole tanto bene a me, però non sono l’unico essere amato: ha un amichetto molto attaccabrighe che con la fionda, da casa sua, tira sassi verso una striscia di terra a tutti quelli che ci vivo...