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Notturno invernale


Scritta di getto, poco prima di compiere 44 anni.
Dedicata a tutti quelli che in questi 44 anni hanno lasciato anche un solo segno nella mia vita.

La neve cadeva a larghe falde e stava imbiancando il marciapiede.
L’uomo si voltò e si accorse di essere seguito.
Affrettò il passo, alzandosi la sciarpa sul volto sferzato da un vento ghiacciato.
La figura che lo stava seguendo guadagnava sempre più terreno.
Ormai era chiaro: chi lo seguiva voleva lui a tutti i costi.
L’uomo prese coraggio: si fermò, si voltò di scatto, mentre l’adrenalina gli percorreva tutte le vene.
Radunò le forze e, cercando di guardare in faccia chi lo seguiva, provò ad alzare la voce: “Chi cerchi? Cosa vuoi da me?”
Rimase prima sconvolto e poi incantato da due occhi neri che bucavano il bianco dei fiocchi di neve. “Sono la tua vita. Oggi ti ho rincorso e sono venuta per stare un poco con te.
All’uomo sembrò di essere abbracciato e poi baciato delicatamente.
Chiuse gli occhi e, quando li riaprì, subito dopo vide solo la neve che scendeva.
Rise.
Affrettò il passo per arrivare il prima possibile a casa, indeciso se prepararsi una tisana o aprire una bottiglia di chinotto.

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