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...com'erano le notti ad Arles

Arles deve essere affascinante in tarda primavera, di notte. 
Io l'ho vista poco, ma di giorno e con la pioggia. 
Poi ho visto i quadri di Van Gogh e delle sue notti stellate. 
E allora Arles, di notte, me la immagino così...

Nuvole e vento oggi sul cielo di Arles, Theo.
Niente colori caldi che mi accarezzano gli occhi.
Solo un grigio esteso, infinito come il mare
che mi aspetta, anche se qui non si vede.
E' lo stesso cielo che poi si veste a festa, Theo.
Con le mie stelle che vogliono cadere nel fiume,
si mischiano con le luci chiare dei solai
e le rincorrono in questo eterno blu di Prussia
che da sempre mi circonda e mi affoga.
E' ora di guardare queste stelle, Theo,
di fissarle con i miei gialli per un tempo infinito.
Così potrò immaginarmi in quel momento
quando la morte fermerà per sempre i miei colori,
ma finalmente mi porterà a conoscere le stelle.

La foto nel post è il quadro di Van Gogh "Notte stellata sul Rodano" ed è tratta da Wikipedia.
Il titolo del post richiama una strofa del testo di "Vincent" di Roberto Vecchioni

Commenti

  1. Sì.

    E, se noti, le stelle sembrano limoni tirati nell'acqua.

    Ciao. Stefano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io son qui sul marciapiede che cammino avanti e indietro...
      E' vero, Stefano.
      Pensa che magari adesso l'Enzo ne sta proprio discutendo con Van Gogh.

      Elimina

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