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Ciao Charlie...

Charlie era il soprannome con il quale, ai tempi in cui, giovane, bazzicavo Azione Cattolica e scuole della Parola, chiamavamo Carlo Maria Martini.
L'ho incontrato da vicino anni fa, in vacanza in una località di montagna: era là per studiare e scrivere una lettera pastorale, eppure ha voluto comunque venire a salutare un gruppo di ragazzi casinisti.
Non era per nulla nel mondo ovattato delle alte cariche ecclesiastiche, era un uomo che dialogava con tutti e incontrava tutti; lo si capiva anche da quei gesti.
Non sempre è stato accettato, specie da chi difendeva una certa ortodossia, convinto di avere l'unica verità in campo religioso, sociale e morale.
Ora, che so della sua morte, mi manca.
E penso che, anche nella sofferenza, sia stato grande: umile e discreto, non volendo nessun accanimento terapeutico.
Un segno grande anche questo, perchè la sofferenza scava ogni uomo in modo diverso e non la si può inscatolare dentro leggi che la possano governare.
Mi ha dato tanto Charlie, così tanto che lo affianco ad altre figure per me importanti come David Maria Turoldo, Andrea Gallo, Luigi Ciotti.
Oggi se ne è andato: ora può finalmente scoprire e capire veramente cosa c'è dall'altra parte; la Milano che lo ama oggi lo ha salutato a modo suo, con uno splendente arcobaleno.

Commenti

  1. Carlo Maria... il vescovo di tutti... credenti e non, milanesi e non. Un uomo austero ma dal sorriso dolcissimo e dallo sguardo penetrante... di quelli che ti fanno sentire accolto e amato per ciò che sei davvero.
    Un uomo silezioso e meditativo, coerente con se stesso e gli insegnamenti di Gesù e coraggioso nel testimoniare la fede in Gesù anche prendendo posizioni "scomode".
    Un esempio vero per tutti noi che l'abbiamo avuto come guida durante l'adolescenza e la prima giovinezza e che oggi - per quanto sappiamo quanto ci mancherà - non piangiamo la sua morte perchè lo sappiamo felice insieme al Padre.
    Grazie Roby, per averlo ricordato.
    Barbara

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